14 dicembre
Infelice io, perché mi è capitato questo? No — felice io, perché ne resto integro: né schiacciato dal presente né timoroso del futuro.
Pensieri IV,49
Modalità ascolto
Infelice io, perché mi è capitato questo? No — felice io, perché ne resto integro: né schiacciato dal presente né timoroso del futuro.
Dopo una brutta notizia c'è a volte una sera in cui sei sorprendentemente composto. Sbrighi quello che va fatto, chiami chi devi chiamare e mangi persino qualcosa. Forse ti stupisci di te stesso. Forse sei anche un po' orgoglioso.
Quest'orgoglio è comprensibile. Però fa della tua compostezza qualcosa che ora possiedi e che perciò puoi perdere. La mattina dopo ti metti alla prova: regge ancora? La paura che l'evento in sé ha suscitato a malapena ora si concentra su di te. Temi il momento in cui finirai per cedere.
Restare integro, allora, non vorrebbe dire affatto non vacillare mai. Piuttosto che una giornata debole non valga subito come sentenza su tutte quelle che seguono. Puoi piangere un giorno e il giorno dopo tornare ad aprire la posta, senza che l'una cosa smentisca l'altra.
La compostezza si conserva male. Spesso te ne accorgi solo dopo, quando ti rendi conto di aver pensato per un'ora a qualcos'altro.