3 dicembre
Soffriamo più spesso nell'immaginazione che nella realtà.
Lettere a Lucilio, lettera 13
La casa rimase vuota
Soffriamo più spesso nell'immaginazione che nella realtà.
Un cervo cominciò a sgomberare un terreno per costruirci. Di notte arrivò una tigre, trovò il posto adatto e proseguì il lavoro. Di giorno il cervo gettò le fondamenta. La notte seguente la tigre alzò le pareti. Il cervo ci mise sopra il tetto e si coricò a dormire.
Quando arrivò la tigre, i due litigarono per la casa. Alla fine decisero di dividerla.
La tigre portò per cena un cervo che aveva ucciso. Il suo coinquilino non mangiò nulla. Il giorno dopo il cervo tornò con una tigre morta. Ora fu la tigre a restare a digiuno.
Quella notte ciascuno rimase sveglio ad aspettare l'attacco dell'altro. Verso il mattino il cervo mosse la testa irrigidita. Le corna urtarono rumorosamente contro il tetto. La tigre balzò fuori dalla porta. Il cervo scambiò il balzo per un attacco e fuggì anche lui.
Nessuno dei due tornò. La casa comune rimase vuota finché non crollò.
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