2 ottobre
A mezzogiorno, in piena luce, accese la lanterna e attraversò il mercato. 'Che cosa cerchi?' — 'Un uomo.' Tutt'intorno ce n'erano molti, eppure continuava a cercare: non i titoli, gli abiti, i ruoli — l'uomo che c'è sotto.
Aneddoti (in Diogene Laerzio) (libera traduzione)
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A mezzogiorno, in piena luce, accese la lanterna e attraversò il mercato. 'Che cosa cerchi?' — 'Un uomo.' Tutt'intorno ce n'erano molti, eppure continuava a cercare: non i titoli, gli abiti, i ruoli — l'uomo che c'è sotto.
A volte incontri qualcuno che conosci solo attraverso un ruolo, in un posto dove quel ruolo non vale. Di sabato la tua dentista ti sta davanti al bancone del panificio, con i capelli bagnati e un sacchetto di panini. Vi salutate, e per un momento nessuno dei due sa come andare avanti.
Finora era il ruolo a regolare le vostre conversazioni. Stabiliva chi chiede, chi risponde e quando è finita. Senza, dovresti prima scoprire chi sei davvero di fronte a questa persona. È più faticoso di quanto sembri, e non riguarda solo lei.
Eppure sarebbe troppo semplice considerare il ruolo un travestimento sotto il quale aspetta la persona vera. Spesso è proprio nel ruolo che si mostra: nel modo in cui qualcuno fa una domanda di routine e poi aspetta davvero la risposta, o spiega una norma invece di limitarsi a citarla.
Al bancone, alla fine, lei dice qualcosa sul tempo. Tu rispondi, e ridete tutti e due un po' troppo a lungo.