31 agosto
Il destino teme il coraggioso e schiaccia il vile.
Medea, verso 159
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Il destino teme il coraggioso e schiaccia il vile.
Una cattiva notizia che ancora non conosci non ha contorni. Finché rimandi la telefonata o lasci la mail chiusa, può essere qualsiasi cosa. Cresce in ogni direzione in cui arriva il tuo timore, e di notte cresce particolarmente bene.
Quando poi la leggi, a volte è più piccola di quanto pensassi. Spesso, però, no. Certe cose sono brutte esattamente quanto temevi, e nessuno sguardo risoluto ci cambia nulla. Che il coraggio protegga dalla sventura sarebbe un'affermazione comoda.
La differenza sta altrove. Prima la cosa ti gravava addosso senza che sapessi quanto pesasse. Non potevi né sollevarla né posarla. Dopo ti sta davanti. Ha una dimensione, un passo successivo, forse una persona che puoi chiamare. Il peso è rimasto lo stesso, ma ora ha un lato da cui puoi afferrarlo.
Raramente sembra coraggio. Per lo più è solo il momento in cui rimandare è diventato più faticoso della cosa stessa. Solo più tardi, forse, quel momento lo racconti in un altro modo.