23 agosto
Non per la scuola, ma per la vita dovremmo imparare — e facciamo il contrario.
Lettere a Lucilio, lettera 106 (riordinata)
Modalità ascolto
Non per la scuola, ma per la vita dovremmo imparare — e facciamo il contrario.
Certo sapere aspetta che qualcuno lo interroghi. Sai spiegare perché in un litigio fare domande porta spesso più lontano che difendersi, e forse lo spieghi persino bene. Nel litigio stesso, però, nessuno te lo chiede. C'è solo una frase che ti colpisce, e la tua risposta è più veloce di tutto ciò che sai in proposito.
Ciò che si può spiegare ha un vantaggio: si lascia verificare, anche da te. Ti accorgi se lo padroneggi prima che conti davvero. L'altro sapere si mostra solo quando ti serve, e allora per lo più perché manca. Nessuna meraviglia che tu preferisca lavorare su ciò che ti dà un riscontro.
Non per questo ciò che si può spiegare è privo di valore. Spesso prima viene la comprensione, e la capacità segue anni dopo, o mai. La difficoltà nasce solo quando scambi l'una per l'altra, perché mentre impari le due cose sembrano uguali.
A un certo punto non interrompi qualcuno. Te ne accorgi solo dopo, e non sapresti dire da dove venisse.