9 luglio
Dalla scuola di guerra della vita: ciò che non mi uccide mi rende più forte.
Crepuscolo degli idoli (Detti e frecce 8)
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Dalla scuola di guerra della vita: ciò che non mi uccide mi rende più forte.
Dopo un periodo difficile, a volte ti chiedono che cosa ne hai imparato. La domanda è fatta con gentilezza, e di solito una risposta la trovi. Ora sai gestire meglio l'incertezza, dici forse, oppure sai con più precisione su chi puoi contare.
Può essere vero. Ma accanto a ciò che da allora sopporti, c'è spesso qualcosa che da allora eviti: un certo tipo di vicinanza, un progetto di dimensioni simili, un tono di conversazione davanti al quale te ne vai un po' prima del necessario. Anche questo fa parte di ciò che quel periodo è diventato, solo che si racconta meno bene. Da fuori sembra serenità. A volte è piuttosto un confine che hai tracciato senza accorgertene.
Quale di questi confini sia prudenza e quale cicatrice, è difficile dirlo. Forse dipende dalla giornata. Chi ti ammira per ciò che hai superato ne vede solo un lato, e anche tu, per lo più, preferisci guardare da quella parte.
Di tanto in tanto ti ritrovi vicino alla situazione di un tempo. Allora ti accorgi di quanto in fretta sai già dov'è l'uscita.