27 maggio
Non godi mai davvero il mondo finché il mare stesso non ti scorre nelle vene e non porti il cielo come una veste.
Centurie di meditazioni (traduzione libera)
Modalità ascolto
Non godi mai davvero il mondo finché il mare stesso non ti scorre nelle vene e non porti il cielo come una veste.
Quando un ciliegio del terreno accanto cresce oltre il muro, in primavera fiorisce per metà nel tuo cortile. Non devi fare nulla: né potarlo, né annaffiarlo, né andare a prendere una scala. Può darsi benissimo che tu ne goda con più leggerezza del proprietario, che lo conosce soprattutto come lavoro.
La gioia per le cose che non ti appartengono ha però una strana debolezza. Non puoi decidere nulla per loro. Se un giorno arriva qualcuno con la sega, non hai diritto di obiettare. Ti resta soltanto una perdita che nessuno, tranne te, considera tua.
Il possesso, d'altra parte, di rado rende più attenti. Ciò che ti è sicuro lo guardi meno spesso. Ci sono così due modi di partecipare al mondo, e a entrambi manca qualcosa: all'uno il mondo appartiene, e quasi non lo nota più. L'altro lo nota e non ha alcun diritto su di esso.
Forse un giorno ne parlerai al vicino, quasi di sfuggita, da sopra il muro. Lui non sapeva che l'albero fiorisce anche per te.