17 maggio
Quando il Cielo vuole affidare a qualcuno un grande incarico, prima gli tormenta il cuore con l'affanno, gli stanca i tendini, lo fa patire la fame — perché il suo animo si rafforzi ed egli sappia fare ciò che ancora non sapeva fare.
Il libro di Mengzi (traduzione libera)
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Quando il Cielo vuole affidare a qualcuno un grande incarico, prima gli tormenta il cuore con l'affanno, gli stanca i tendini, lo fa patire la fame — perché il suo animo si rafforzi ed egli sappia fare ciò che ancora non sapeva fare.
Forse qualcuno ti chiede come hai fatto a mantenere tanta calma in una situazione difficile. La risposta sincera suona allora poco presentabile: avevi già vissuto qualcosa di simile, solo che allora l'avevi gestito peggio. In quel periodo facevi conti di notte, prendevi decisioni sbagliate e ci hai messo molto ad accorgerti che il giorno dopo cominciava comunque.
A guardarsi indietro, viene spontaneo chiamare quel periodo una preparazione. Finché ci stavi dentro, però, non ti preparava a niente. Era semplicemente troppo. Solo la situazione successiva gli dà una direzione, e quella situazione avrebbe potuto benissimo non presentarsi. Certe stanchezze non portano ad altro che a una lunga convalescenza.
Eppure l'interpretazione non è sbagliata. Allora qualcosa si è davvero spostato, ma non necessariamente la tua forza. Piuttosto hai scoperto dove finisce e che cosa è ancora possibile oltre quel limite. Non ne deriva una regola secondo cui le cose difficili dovrebbero ripagare.
Quando oggi qualcosa torna a essere troppo per te, non sai in vista di che cosa. Se un giorno ne verrà fuori qualcosa che prima non sapevi fare, non è ancora deciso. Neanche allora sembrerà una preparazione.