29 febbraio
Datti finalmente questi nomi: buono, reverente, veritiero, assennato, equanime, magnanimo. E bada di non essere ribattezzato.
Pensieri X,8 (resa libera)
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Datti finalmente questi nomi: buono, reverente, veritiero, assennato, equanime, magnanimo. E bada di non essere ribattezzato.
Certi nomi li ricevi senza che vengano mai pronunciati. Tra amici o al lavoro forse passi per una persona alla mano, una che dà una mano quando serve, non porta rancore e si adatta a molte cose. È detto con gentilezza, e spesso è anche vero.
Il difficile arriva il giorno in cui qualcosa ti ferisce davvero. Ti accorgi che la tua obiezione non si accorda con l'immagine che gli altri hanno di te, e forse nemmeno più con quella che hai fatto tua da tempo. Così lasci perdere. Non c'è stata nessuna costrizione. Il nome ha solo deciso con te, in silenzio.
Un nome che ti dai tu funziona diversamente. Non descrive ciò che sei già, ma il metro a cui vuoi sottoporti. Per questo può anche contraddirti. «Alla mano», per gli altri, vuol dire: non crei problemi. L'equanimità, se sei tu a proportela, potrebbe significare che dai voce al tuo fastidio senza fartene trascinare.
Da fuori, per molto tempo, le due cose sembrano uguali. Di solito la differenza la noti solo da una singola frase, che dici o che ti ricacci in gola.